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L’ARCHITETTURA E’ FONDAMENTALMENTE FILOSOFIA
L'uomo si muove in essa da uno spazio all'altro, da un punto filosofico all'altro".
Sverre Fehn

articolo di Silvia Fucigna

Se si parla di architettura norvegese immediato è il collegamento a Sverre Fehn. Molte le tappe che lo portarono ad essere architetto di fama mondiale quale lo conosciamo, esperienze che toccano il Marocco e la Francia, le case popolari e il modernismo. Poco più che trentenne il suo era già nome di spicco nella scena internazionale, e i suoi progetti andavano ad arricchire i paesaggi dagli anni 60 in poi: portano la sua firma musei, scuole, centri studio e il nostro Padiglione dei Paesi Scandinavi ai giardini della Biennale di Venezia.
E le sue intuizioni arrivano fino ad oggi: l’esempio è dato dal Museo Norvegese di Architettura in Bankplassen 3 a Oslo, una vecchia banca neoclassica del 1830 sarà un nuovo padiglione espositivo.
Il tutto in nome del rapporto uomo-architettura-natura.



Ma forse la sua architettura fa parte ormai di una generazione passata. Oggi giovanissimi architetti hanno saputo riportare in Norvegia l’attenzione internazionale attraverso forme architettoniche nuove ed emozionanti.
E allora ecco i nomi di Stein Halvorsen e Christian Sundby, autori dell’edificio che ospita il Parlamento Sami, Lund Hagem progettista dell’Istituto Norvegese di Ricerca Agricola a Ullensvang,  Ivar Lunde e Morten Løvseth che si sono occupati di disegnare il Museo Norvegese del Petrolio e la Biblioteca di Tønsberg e Kristin Jarmund per la Scuola Gulskogen di Drammen e che un decennio fa progettò i palazzi del Servizio Norvegese di Metrologia a Kjeller.



Ma ancora sono da citare Jarmund e Vigsnes, Reiulf Ramstad e Niels Torp, ma anche numerosi studi associati, come Snøhetta, autori del nuovo Teatro dell’Opera di Oslo che sarà inaugurato a breve, e Lund & Slaatto, tra i più in vista dagli anni 50 ad oggi.