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Istanbul  



Istanbul - Architettura Stampa E-mail

UNO SGUARDO ALLA MECCA E UNO SGUARDO AL FUTURO
articolo di Silvia Fucigna

Hagia Sophia, Santa Saggezza, è un esempio di architettura cristiana e bizantina di enorme valore, commissionata da Giustiniano intorno al 530 e trasformata in moschea dai turchi quasi mille anni dopo, nel 1473.

Sconcertante è la bellezza dell'interno, dove la complessa struttura architettonica viene meno per lasciare posto ad emozionanti cromatismi di luce sotto la grande cupola del diametro di 30 mt a 50 di altezza, sostenuta da 40 massicci costoloni che poggiano su altrettante colonne nascoste nei muri di sostegno.

Il marmo bianco e verde di rivestimento delle superfici interne, arricchito da mosaici e intarsi dorati, riflettono la luce sulle colonne, facendo si che la pesante cupola sembri sospesa, mentre all'esterno prevalgono il rosso e il giallo, tonalità aggiunte nel corso del restauro dell'architetto Fossati nel XIX secolo.


Visibile da ogni punto della città, la Moschea di Solimano fu eretta nel 1550 dal potente sultano ottomano Solimano detto "Il Magnifico". Il progetto è  dell'ormai maturo Sinan, uno tra i più grandi architetti ottomani, contemporaneo al nostro Michelangelo. Anche qui le coloratissime decorazioni dei vetri e quelle delle piastrelle di Iznick (l'antica Nicea) accompagnano lo sguardo alla vasta cupola, paragonabile per bellezza ad Hagia Sophia, dalla quale però differisce perchè la magnificenza strutturale è ben visibile anche dall'esterno, dove sono state abilmente evidenziate le suddivisioni spaziali interne.


Ipnotica è la Sultanahmet Camii più nota come Moschea Blu. Il turchese è infatti il colore dominante nel tempio, maioliche di Iznick colorano archi, colonne e pareti con tonalità che vanno dal verde al blu, conferendo un'atmosfera quasi surreale.

Una particolarità architettonica è la presenza di 6 minareti, solo uno in meno rispetto alla moschea della Ka'ba, torri paragonabili ai nostri campanili, che per gli islamici sono punto di riferimento durante le cinque quotidiane preghiere rivolte ad Allah e, quindi, alla Mecca.


Molte sono le forme espressive di questa terra contaminata nei secoli da molteplici culture e tecniche costruttive. Ma da citare oltre ad esempi di architettura religiosa, che molto si scosta da quella cristiana, sono anche alcuni edifici modernisti, punti vitali di numerose attività, anche a livello internazionale, ad Istanbul.

Il primo è l'Ataturk Cultural Center. Mustafa Kemal Atatürk è stato un militare e politico turco, fondatore e primo presidente della Repubblica Turca dal 1923 al 1938 e fautore tra le altre cose della laicità dello stato turco, e il centro culturale a lui dedicato, oltre ad essere oggi uno dei più importanti edifici di Piazza Taksim, è anche importante sede di eventi culturali tra i più noti in città e in tutta la Turchia. L'Ataturk Cultural Center ospita più sale da concerto, un teatro, un cinema e un enorme padiglione di 1200mq, sede ogni estate del Festival di Arte e Cultura nonchè spazio a disposizione della Biennale d'Arte.

Un finaziamento privato ha ridato lustro all'Istanbul Textile Traders' Market, interessante espressione di sviluppo urbano volto al commercio.

L'edificio degli anni '60 raggruppa su sei blocchi oltre 1100 negozi, collegati tra loro da cortili e zone pedonali. Anche questo è stato sede lo scorso anno della 10° Biennale Internazionale di Istanbul.

Nuova vita anche per il SantralIstanbul, inaugurato nel 2007, complesso centro culturale situato nel quartiere di Eyup, che sorge dalle ceneri della prima centrale elettrica dell'impero ottomano. Su progetto degli architetti Nevzat Sayin e Emre Arolat, i volumi vengono ricostruiti secondo vecchie foto, utilizzando come materiali il vetro e il cemento e giocando con una maglia di alluminio per le facciate, così che la luce naturale filtri all'interno di giorno e quella artificiale verso l'esterno di notte.