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New York  



New York - Architettura Stampa E-mail

Il sole non conobbe la sua magnitudine fino al momento in cui incontrò il fianco di un edificio.” 
Louis I. Kahn

articolo di Silvia Fucigna

L’architettura di New York coincide con la sua skyline, tra le più belle del mondo. Il profilo degli edifici che la compongono non sono tutti da intendere come gioielli dell’architettura, ma raccolgono in sé il fascino della metropoli più vanitosa del pianeta, tanto da attribuirsi il titolo di “capitale del mondo”. Ed è proprio per questo motivo che gli edifici che attirano a sé l’attenzione sono i più alti, i più maestosi, quelli che accolgono maggior numero di persone, o che portano con sé una leggenda.
Partiamo perciò dai 77 piani  del Chrysler Building. La struttura fu terminata nel 1930 e con la sua altezza di 319 metri, divenne immediatamente simbolo della città, anche quando l’Empire State Building lo superò in altezza. L'edificio nasce dal talento di William Van Alen, francese che non seppe fare a meno dell’Art Decò, motivo predominante nell’edificio, progettandone una guglia in acciaio che arricchita da campate, archi e finestre riprendere il motivo dei radiatori delle auto dell'epoca. I curiosi  rimandi a parti meccaniche che compongono l’auto sono continui nell’edificio: i mattoni bicolore del trentesimo piano rappresentano le ruote di un automobile,  gli angoli dell'edificio sono tappi dei radiatori delle vetture della Chrysler. Lo stesso atrio di ingresso fu pensato come padiglione per l’esposizione delle auto.



E’ ora il turno di un grande, Philip Johnson, tra i maggiori esponenti dell’arte architettonica del XX secolo, famoso per le sue realizzazioni in vetro, come la Glass House a New Canaan nel Connecticut, e per aver rivoluzionato lo skyline di New York. «C'è chi dice che io cambio troppo, ma io dico: perché no? Cambiano i tempi, la società, noi stessi... E io non sono la stessa persona che ero quaranta o vent'anni fa. Così, oggi sono una persona diversa, che vive in un mondo diverso e crea cose diverse». E da questa filosofia nasce il Lipstick Building, costruito nel 1986 e disegnato in collaborazione con John Burge. Con i suoi 34 piani, il grattacielo e' stato cosi' soprannominato per la sua forma e il suo colore, che ricordano un rossetto per le labbra.



Impossibile non citare il progetto per la ricostruzione di Ground Zero, progetto affidato a Daniel Libeskind. "Un grattacielo che si innalzi al di sopra dei suoi predecessori, riaffermando la preminenza della libertà e della bellezza, restituendo la cima spirituale alla città e creando un simbolo che parli della nostra vitalità di fronte al pericolo e del nostro ottimismo dopo la tragedia". L’architetto propone una torre di 540 metri di altezza che accoglie nel suo interno un giardino verticale, che a sua volta ospiterà specie di piante provenienti da ogni i parte del mondo. Un particolare virtuosismo farà si che il sole illumini la punta della struttura proprio l'11 Settembre nelle ore del crollo. Ma non solo: il nuovo edificio per Ground Zero sarà anche monumento, centro culturale e commerciale, come si confà ad una città come New York.



Times Square, è la piazza più famosa di New York, tanto da essere soprannominata "the crossroads of the world". La sua storia ha inizio nell’ottocento, quando molti teatri aprirono i battenti in questa zona. In seguito fu arricchita dalla presenza di altri locali simili, che proponevano non più solo opere teatrali, ma anche operette, concerti e cabaret.
Verso il 1920 l'industria cinematografica prese piede e molti teatri furono chiusi per far posto alle più popolari sale cinematografiche. Times Square è famosa anche per l'enorme numero di insegne pubblicitarie che di notte vengono animate da migliaia di lampadine. Per un certo periodo fu inserita un'insegna divenuta immediatamente famosa perché indicava, con aggiornamento in tempo reale, il numero delle vittime negli Stati Uniti per ferite da armi da fuoco. Questa singolare iniziativa fu avviata da un ricco americano per sensibilizzare l'opinione pubblica sul grave problema delle numerosissime armi in circolazione.. l’altra faccia di New York.